Cessione del quinto: come funziona per stipendio e pensione
La cessione del quinto è un prestito che dipendenti e pensionati rimborsano con una trattenuta diretta su stipendio o pensione. Prima di firmare conviene capire limiti di rata, assicurazione obbligatoria, tutele del credito ai consumatori e le regole specifiche dell’INPS per i pensionati. Nella sezione Credito trovi altre guide su costi e diritti.
Cos’è la cessione del quinto
La legge consente a lavoratori dipendenti (pubblici e privati) e a pensionati di restituire la somma ricevuta in prestito cedendo al finanziatore fino a un quinto dello stipendio o della pensione. Il datore di lavoro o l’ente previdenziale trattengono la rata e la versano al finanziatore.
Chi chiede la cessione del quinto ha tutte le tutele del credito ai consumatori, qualunque sia l’importo del finanziamento.
Dipendenti: cessione e delegazione di pagamento
I pensionati possono chiedere solo la cessione di un quinto (una sola trattenuta, non oltre il quinto della somma mensile).
Il dipendente può ottenere un importo più alto cedendo un ulteriore quinto con un contratto di delegazione di pagamento. Il datore di lavoro è tenuto ad aderire alla cessione del quinto, mentre è libero di aderire o meno alla delegazione.
Pensionati: le regole INPS
Non tutte le pensioni sono cedibili. Sono escluse: assegni e pensioni sociali; invalidità civili; assegni mensili per l’assistenza ai pensionati per inabilità; assegni di sostegno al reddito (VOCRED, VOCOOP, VOESO, CRED27, COOP28); assegni al nucleo familiare; prestazioni di esodo ex art. 4, commi 1-7 ter, L. 92/2012; APE Sociale. I trattamenti integrati al minimo non possono essere ceduti.
Il pensionato chiede la comunicazione di cedibilità (indica l’importo massimo della rata) in una sede INPS o tramite la banca o finanziaria aderente alla Convenzione, che la inoltra online all’INPS. La durata del prestito non può superare dieci anni.
L’importo cedibile si calcola al netto delle trattenute fiscali e previdenziali, con salvaguardia del trattamento minimo stabilito ogni anno per l’AGO, sul cumulo delle pensioni dello stesso sistema pensionistico.
Il tasso non può superare il tasso soglia antiusura (intermediari accreditati) o il tasso convenzionale stabilito per fascia di età (intermediari convenzionati con l’INPS). La Convenzione mira a contenere i tassi; sul sito INPS puoi consultare l’elenco degli intermediari convenzionati.
Prima del piano di ammortamento l’INPS verifica: requisiti di legge dell’intermediario, tasso, rata non superiore a un quinto dell’importo cedibile, indicazione nel contratto di tutte le spese (istruttoria, estinzione anticipata, premio assicurativo per premorienza, commissioni, interessi). Il prestito si rimborsa con addebito automatico mensile sulla pensione nei limiti del quinto cedibile.
Per la posizione previdenziale puoi consultare l’estratto conto contributivo.
L’assicurazione obbligatoria
Per la cessione del quinto la legge richiede una polizza per il rischio di morte e/o perdita dell’impiego del debitore; per la delegazione di pagamento una copertura simile spesso può essere richiesta. Per la pensione INPS è obbligatoria la copertura per il rischio di morte precoce del titolare.
Se la banca o finanziaria chiede un’assicurazione sulla vita, deve accettare, senza cambiare le condizioni del finanziamento, la polizza che trovi autonomamente se offre protezione equivalente. Se accetti quella dell’intermediario devi essere informato della provvigione pagata dalla compagnia all’intermediario.
Costi, TAEG e tasso soglia
Per confrontare il costo reale del prestito usa il TAEG e il TAN, spiegati nella guida su TAN e TAEG. Il TEGM è la media trimestrale dei tassi effettivi globali per tipologia di finanziamento (tra cui la cessione del quinto) e serve a calcolare la soglia d’usura: confronta il tasso effettivo del tuo finanziamento con il tasso soglia della categoria; i finanziatori espongono la tabella dei tassi soglia, consultabile anche sul sito della Banca d’Italia.
Recesso ed estinzione anticipata
Puoi recedere entro 14 giorni dalla firma, senza motivazione. Se hai già ricevuto il finanziamento, entro 30 giorni dalla comunicazione devi restituire la somma con gli interessi maturati.
Il rimborso anticipato è possibile in qualsiasi momento, anche in parte, con riduzione dei costi del credito per la minore durata. Tranne alcune eccezioni il finanziatore può chiedere un indennizzo motivato, che non può superare l’1% della somma rimborsata se la durata residua è superiore a 1 anno e lo 0,5% se è pari o inferiore a 1 anno.
Documenti e informazioni prima di firmare
Prima di firmare hai diritto gratis al modulo SECCI e a una copia completa del contratto. Se la domanda è rifiutata in base a una banca dati devi esserne informato subito e gratuitamente, con l’indicazione della banca dati. Una delle banche dati consultate dagli intermediari è la Centrale dei Rischi.
Documenti di solito richiesti: documento di identità, codice fiscale; per il dipendente busta paga e CUD; per il pensionato cedolino della pensione o certificazione INPS; documentazione di altri finanziamenti in corso.
Domande frequenti
Cos'è la cessione del quinto?
È un finanziamento in cui lavoratori dipendenti e pensionati restituiscono la somma cedendo al finanziatore fino a un quinto di stipendio o pensione; datore di lavoro o ente previdenziale trattengono la rata e la versano al finanziatore.
Un dipendente può chiedere più di un quinto?
Il pensionato può avere solo la cessione del quinto. Il dipendente può ottenere un importo maggiore con un ulteriore quinto tramite delegazione di pagamento; il datore è tenuto ad aderire alla cessione, ma è libero sulla delegazione.
L'assicurazione è obbligatoria?
Per la cessione del quinto la legge richiede una polizza per il rischio di morte e/o perdita dell'impiego; per la pensione INPS è obbligatoria la copertura per il rischio di morte precoce del titolare.
Quanto può durare il prestito per un pensionato INPS?
La durata non può superare dieci anni. L'importo della rata non può superare un quinto dell'importo cedibile, al netto di trattenute fiscali e previdenziali, con salvaguardia del trattamento minimo.
Posso estinguere il prestito in anticipo?
Sì, in qualsiasi momento, anche in parte, con riduzione dei costi per la minore durata. Il finanziatore può chiedere un indennizzo motivato fino all'1% della somma rimborsata se la durata residua supera un anno, e lo 0,5% se è pari o inferiore a un anno.
Fonti
Avvertenza: questo articolo ha scopo esclusivamente informativo e non sostituisce la consulenza fiscale, legale o finanziaria. Norme, scadenze, importi e condizioni dei prodotti possono cambiare in qualsiasi momento; fanno fede soltanto le informazioni aggiornate degli enti competenti e dell’intermediario. Per la tua situazione rivolgiti a un CAF, a un patronato, a un commercialista, a un avvocato o a un consulente abilitato.
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